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Sergio Romano non ha mai risposto alla nostra lettera aperta allegata spedita nell’aprile del 2009!

Giancarlo Gallani Referente del PDL per la Francia

Parigi, 04/08/2010

Lettera Aperta a Sergio Romano

LETTERE al CORRIERE

La rubrica di Sergio Romano, in diretto contatto con i lettori del quotidiano e del sito.

Assassinio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa.

(Del dialogo con i lettori dell’editorialista del Corriere della Sera.)

Gentile Romano, sarei interessato ad avere alcune informazioni e commenti sull’assassinio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982) fu un generale e prefetto italiano. Mi sono chiesto se si è trattato di un omicidio oppure, in un certo senso forse inconsciamente, di un suicidio? In effetti è quasi incredibile che un ex partigiano, Generale dei Carabinieri, grande esperto nella lotta alla malavita, che aveva per di più sgominato le Brigate Rosse, abbia potuto accettare di andare a Palermo come prefetto, in particolare dopo aver dichiarato : « Mi mandano in una realtà come Palermo, con gli stessi poteri del prefetto di Forlì! » (Carlo Alberto Dalla Chiesa). http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Alberto_Dalla_Chiesa Non solo ma poi, incredibile ma vero, circolava a bordo di una piccola autovettura non blindata, la A112 bianca, in compagnia della giovane moglie, Emanuela Setti Carraro; con una scorta ridicola, era infatti protetto da un solo agente-autista. Il delitto dei tre personaggi avvenne a Palermo alle ore 21.15 del 3 settembre del 1982. Per quale motivo le Brigate Rosse rifiutarono l’invito della Mafia di accettare che l’uccisione del Generale fosse dichiarata un’ azione delle BR? Cosa dire poi dei famosi documenti sul caso Moro, in possesso del generale che sparirono alla sua morte, Dalla Chiesa aveva il diritto di conservarli? Forse aveva avuto assicurazione che nessuno lo avrebbe ucciso o contava sulla sua buona stella, o sull’illusione di essere un personaggio molto importante quindi intoccabile, oppure semplicemente ed inconsciamente voleva morire? Certamente non aveva ben meditato sulla fine tragica del poliziotto italo-americano Joe Petrosino assassinato anche lui a Palermo il 12 marzo 1909. Infine a chi è stata utile la morte di Dalla Chiesa? In un certo senso oggi noi possiamo pensare che, per lo Stato italiano, il suo assassinio rappresenta una “Caporetto” tecnica e certamente morale? Nei primi anni del dopo guerra, vedi Movimento Indipendentista Siciliano, http://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_Indipendentista_Siciliano, non pochi siciliani aspiravano ad una Sicilia indipendente dall’Italia, forse invece di ostacolarli sarebbe stato meglio agevolarli? Probabilmente ci sarebbero stati meno morti ammazzati e poi cosa possiamo immaginare e sperare per il futuro?

Onorificenze di Carlo Alberto Dalla Chiesa

Medaglia d’oro al valor civile

«Già strenuo combattente, quale altissimo Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, della criminalità organizzata, assumeva anche l’incarico, come Prefetto della Repubblica, di respingere la sfida lanciata allo Stato Democratico dalle organizzazioni mafiose, costituenti una gravissima minaccia per il Paese. Barbaramente trucidato in un vile e proditorio agguato, tesogli con efferata ferocia, sublimava con il proprio sacrificio una vita dedicata, con eccelso senso del dovere, al servizio delle Istituzioni, vittima dell’odio implacabile e della violenza di quanti voleva combattere.»

— Palermo, 3 settembre 1982

Grazie! Saluti da Parigi. Giancarlo Gallani
Sito : www.solechesorgi.com

Parigi, 07/04/2009

La nostra lettera è stata regolarmente spedita al Corriere della Sera avendo ricevuto questo messaggio:

Grazie, la sua lettera è stata inoltrata”

Grazie per il vostro ascolto e per l’eventuale vostra cortese collaborazione.

Buona Pasqua !

Parigi, 12/04/2009
Giancarlo Gallani

Cari amici del PDL –FRANCIA

(Lettera Aperta)

Gentili Politici del PDL vicini a noi residenti all’estero

Agenzie e Media d’Italia

Coma era da prevedere Gianfranco Fini e i suoi simpatizzanti sono ormai accantonati dalla nostra storia, a mio avviso era tempo.

Aldo di Biagio che si era schierato con Fini dovrebbe essere rapidamente sostituito, ma non solo per tale motivo soprattutto per incompetenza.

Propongo che noi a Parigi ci riuniamo verso la prima decade di settembre.

Giovanni Notariani, Vice Presidente dei COLITES di Parigi, dovrebbe prendere cortesemente l’iniziativa diella convocazione è l’unico, del nostro gruppo, che agisce con esperienza, serietà e competenza.

Ritengo che noi dovremmo preparare un messaggio al PDL di Roma per chiedere che l’incarico di occuparsi di noi, residenti all’estero, sia affidato non più ad Aldo di Biagio, ma a persona maggiormente competente e non finina. I motivi che ormai lo impongono sono molti, forse dovremo elencarli.

Spero che Carlo Erio e Carlo Alberto Brusa, nonostante le nostre diverse opinioni, decideranno di essere presenti; noi, nell’interesse del PDL, vorremmo poter riunire tutti anche coloro con i quali non siamo sempre d’accordo!

Ci auguriamo anche che, finalmente, la Direzione del PDL di Roma vorrà, aiutarci concretamente riconoscendo la nostra fedeltà, la nostra coerenza politica e la nostra volontà di aiutare il Partito in Francia, dove da sempre domina la sinistra.

Cordiali saluti a tutti e buone vacanze, Giancarlo Gallani

Referente del PDL di FRANCIA

Parigi, 31/07/2010

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L’assurda crisi creata con grande leggerezza e superficialità da Carlo Alberto Brusa, Andrea Verde e Carlo Erio è sfociata, come era prevedibile, in un probabile frazionamento del futuro gruppo del PdL parigino.

Ci sono due convocazioni che allego:

Quella di Carlo Erio che esclude anti-democraticamente la mia presenza dopo essere stato nominato Decano, Presidente dell’assemblea del 13/01/20101 e Referente. Sono diventato una specie di “nemico pubblico”, per avere richiesto delle scuse da Erio ed affermato che il PV di Brusa era inesatto, come del resto tutti ormai sanno con certezza.

Quella di Gianni Notarianni Vice Presidente dei Comites di Parigi, che non esclude nessuno, quindi agisce realmente da vero democratico e evidentemente nell’interesse del partito

Per ora non esprimo nessun commento, ci sarà il tempo di farlo, voi tutti sapete che è una mia specialità.

Oggi vi chiedo semplicemente di avere il privilegio di informarvi e vi invito a riflettere. Poi se sono rose fioriranno.

Cordiali saluti, Giancarlo Gallani

Fondatore e Direttore del:

NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA

www.solechesorgi.com

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BUENOS AIRES\ aise\ – In una mia precedente nota ho già avuto modo di evidenziare la necessità e l’importanza di modernizzare il ruolo delle associazioni italiane all’estero. Vorrei tornare su questo punto, focalizzandomi sulle iniziative che devono intraprendere le associazioni degli italiani oltre confine riguardo ai diritti civili e politici.
Le associazioni hanno il dovere di incentivare e stimolare la partecipazione degli italiani residenti all’estero nella vita politica del Paese di nascita. La distanza geografica dalla Madre Patria non giustifica l’esclusione, la disinformazione o il disinteresse verso le vicende politiche del nostro Paese, esclusione, disinformazione e disinteresse cui spesso assistiamo nell’ambito delle comunità italiane all’estero. Ecco perché le associazioni devono risvegliare la coscienza politica dei connazionali all’estero, stimolare l’interesse verso la politica e l’esercizio di quei diritti per il cui riconoscimento ci siamo tanto battuti. Mi riferisco in particolare al diritto di voto degli italiani all’estero per l’elezione dei nostri parlamentari, diritto riconosciuto dalla Legge n. 459 del 2001. Ancor di più dobbiamo partecipare alle elezioni regionali. Ne abbiamo il diritto, in virtù di quanto previsto dall’art. 3 della Costituzione, secondo cui “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”.
Nel prossimo mese di marzo si svolgeranno le elezioni in ben 13 Regioni italiane. Noi italiani all’estero vogliamo essere inclusi e vogliamo il diritto di voto nelle consulte regionali. In questo senso, le associazioni dovrebbero promuovere la partecipazione degli italiani all’estero anche nelle elezioni delle rispettive Regioni di provenienza. Il coinvolgimento di tutti i cittadini italiani, a prescindere dal luogo di residenza, non deve essere parziale, poiché non siamo italiani di seconda classe. Le associazioni dovrebbero dunque instaurare il dialogo con le varie Regioni affinché queste modifichino i propri Statuti e riconoscano il diritto di voto anche ai corregionali emigrati e residenti fuori dall’Italia, soprattutto alla luce dell’art. 3 della nostra Costituzione.
Con questo non voglio dire che le associazioni debbano fare propaganda politica. Anzi. Le associazioni devono essere apartitiche. In altre parole, devono stimolare l’interesse della collettività all’estero verso le vicende politiche ed istituzionali del Paese, ma pur sempre senza spingere a votare per un partito piuttosto che per un altro.
Un altro settore nel quale dovrebbero intervenire le associazioni con specifiche iniziative è quello della promozione dell’imprenditoria e del Made in Italy. Sarebbe oltre modo importante che le associazioni entrassero in contatto con i diversi referenti politici ed economici del Paese per promuovere l’adozione di piani strategici che diano sostegno all’imprenditoria italiana all’estero, con particolare riguardo alle Piccole e Medie Imprese. Altra iniziativa utile sarebbe l’organizzazione di seminari, corsi di aggiornamento, training nell’ambito imprenditoriale, ed ogni altra iniziativa utile a preparare i giovani italiani e loro discendenti a proiettarsi verso il futuro.
Le associazioni sono il motore della collettività italiana residente all’estero e contribuiscono alla preservazione e diffusione dell’italianità, facendo da raccordo tra l’Italia ed il Paese di residenza dei connazionali. Esse devono operare in tutti gli ambiti che riguardano la vita dell’Italia, dall’economia alla cultura, dalla tradizione linguistica alla politica. Ecco perché risulta indispensabile un loro rafforzamento, attraverso la chiave della modernità. (eugenio sangregorio*\aise)
* Vicepresidente PDL America Meridionale

04/02/2010 ore 20.03
Italiani nel mondo


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Carissimo Ricky Filosa

Direttore di ITALIA CHIAMA ITALIA

Grazie per il tuo equilibrato e saggio intervento. Mi auguro che sarà utile a chiarire le idee a tutti ed a consentirci finalmente di cominciare a lavorare seriamente.

Noto, con grande piacere, che tu ed io  siamo sulla stessa lunghezza d’onda, ma tu sei uno dei pochi ad avere l’obbiettività ed il coraggio di scriverlo.

Evidentemente tra noi, che ci occupiamo d’informazione, ed i politici i punti di vista divergono profondamente.

Noi siamo convinti che i problemi possono risolversi unicamente con il dialogo, loro a quanto pare la pensano in modo contrario. Loro credono anzi si illudono che i problemi si risolvono da soli nascondendoli ed imponendo i loro punti di vista, anche quando sono completamente sbagliati, con assurdo e brutale autoritarismo, dimostrando chiaramente di non possedere sensibilità e reali capacità politiche.

Il dialogo, per essere utile ed efficace, deve mettere sul tavolo tutti i problemi e deve farlo con grande chiarezza ed onestà.

Tutti devono poter intervenire alla sola condizione che lo facciano con educazione e competenza. Carlo Erio ha dimostrato di non possederle.

Chi sbaglia, e può captare a tutti, ha il dovere morale di chiedere scusa e se non ha il coraggio e l’obbiettività necessaria per farlo deve dimettersi.

Io penso che Di Biagio dovrebbe intervenire subito, la sua scelta su Erio è stata una scelta certamente sbagliata, i fatti lo hanno ampiamente dimostrato, che ALDO lo riconosca con obbiettività ed onestà, punto e a capo, mi sembrerebbe giusto che anche lui dovrebbe scusarsi con tutti noi di Parigi. Ma dubito che avrà il coraggio di farlo.

Forse non tutti sanno che nella capitale francese il centro destra ha perso a causa di Tremaglia & Co. più di dieci anni. Lasciando campo libero allo strapotere della sinistra. Adesso, se dobbiamo ricominciare a lavorare per il PdL, chiediamo anzi esigiamo rispetto, patti chiari, amicizia lunga e aiuti concreti.

Caro Ricky, se Di Biagio non assumerà atteggiamenti più giusti e democratici, il mio prossimo messaggio sarà rivolto direttamente a Silvio Berlusconi non vedo altra soluzione per uscir fuori dal pelago alla riva.

Mi auguro che nel Centro-Destra ci sarà chi, leggendo queste righe, capirà l’importanza per il PdL di intervenire e di farlo senza ulteriori indugi.

Viva l’Italia!

Cordiali saluti, Giancarlo Gallani

Direttore del NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA

Parigi, 07/01/2010

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L’Étrange Cas du Dr Jekyll et de Mr Hyde
Buongiorno ! “Compagno” Gianfranco Fini
(Alias Mister Hyde).
“Buone Feste ! Compagno Gianfranco ! ” Vai per la tua strada, ma non più con Noi ! 

15.12.2009 – Buongiorno ! “Compagno” Gianfranco Fini (Alias Mister Hyde).

Robert Louis Stevenson -http://fr.wikipedia.org/wiki/L’Étrange_Cas_du_Dr_Jekyll_et_de_Mr_Hyde

Gianfranco, abbiamo osservato che sei sempre vestito molto bene, diciamo elegantemente. Purtroppo la stoffa dei tuoi abiti è quasi la stessa che aveva scelto, anni addietro, un truce personaggio parlo di Pietro Badoglio, che vestiva la “stoffa del tradimento”.

Vattene, cortesemente, per la tua strada ormai non sei più uno dei nostri !

A questo punto ci auguriamo solo che tu smetta, immediatamente, di fare danno. Se ti resta ancora un minimo di dignità, lascia il PdL , non è certamente più il tuo partito. Vai al PD dove sarai certamente accolto come un “eroico partigiano”, probabilmente sacrificheranno e sgozzeranno un bel montone.
Si da il caso che tra pochi giorni il 18/12/2009 a Roma ci sarà la festa musulmana del Sacrificio del Montone a piazza Vittorio, non escluderei che sei atteso.Ma consentimi un consiglio, lascia a casa la Kippa rischieresti di fare, anche tu, la fine della povera bestia.

Se non te ne vai da solo speriamo che il Popolo della Libertà ti allontani rapidamente e democraticamente non sei più un amico ma un avversario cioè ancora peggio fai ormai parte della “ quinta colonna”, di sinistra. Da anni c’era chi lo scriveva io confesso che non volevo crederci e presi le tue difese quando cominciarono a chiamarti Giuda Iscariota(ebraico: יהודה איש־קריות, Yəhûḏāh ʾΚ-qəriyyôṯ; … – 33) La tua metamorfosi è ormai completa. Da fervente e convinto fascista sei diventato “un quasi sinistro” e, come se non bastasse, anche un antiberlusconiano. Ormai rappresenti unicamente te stesso cioè le tue sfrenate ambizioni politiche che illudendoti saranno la tua paga. Anche la tua espressione è cambiata, in peggio. La tua storia il personaggio che ormai incarni con grande disinvoltura rassomiglia stranamente a quella scritta da Robert Louis Stevenson.

L’Étrange Cas du Dr Jekyll et de Mr Hyde

Scriviamo queste note con molto dispiacere e tristezza perché nel tempo, per noi, sei stato un referente valido e credibile, oggi non più! Ti auguriamo di cominciare subito la tua “traversata del deserto”. Con un cammello ed una bottiglia d’acqua, perché sono convinto molto probabilmente potresti morire di sete, ovviamente non la “sete”della verità ne quella della coerenza che non hai!

“Buone Feste ! Compagno Gianfranco ! ” Vai per la tua strada, ma non più con Noi !

Giancarlo Gallani
Fondatore e Direttore del :
NOTIZIARIO DEGLI ITALIANI IN FRANCIA
www.solechesorgi.com
Parigi, 15/12/2006

Cari Amici !

A partire da oggi, il CTIF, dispone di un nuovo mezzo di comunicazione.

Ci permetterà di essere meglio informati. Si tratta di un foglio che, d’accordo con il Presidente abbiamo battezzato il GAZZETTINO DEL CTIF.

Sento già dire lo fate adesso? Si! proprio adesso! Nel momento in cui più profonda è la nostra perplessita e lo sconforto. Siamo infatti in piena ‘traversata del deserto’.

Il GAZZETTINO ci aiuterà almeno lo spero, a ritrovare forza e nuovo coraggio.

Sarà spedito o consegnato ai Dirigenti, ai Consiglieri, agli iscritti ai simpatizzanti. Se utile lo daremo anche al Consolato d’Italia ai politici ed agli avversari. Il primo numero è offerto gratuitamente a tutti. In seguito, speriamo di trovare uno sponsor, altrimenti avremo bisogno del vostro aiuto per le spese di fotocopie e di posta. La vostra comprensione e la vostra simpatia ci saranno necessarie perchè penso che non sarà facile scrivere chiaramente ed obbiettivamente dei nostri problemi e dei nostri progetti, ma cerchermo di farlo insieme nell’ interesse della comunità italiana e del CTIF.

Parigi, 5 Marzo 1997.

Giancarlo Gallani

MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DEL CTIF G. CORIGLIANO

Il Consigliere GALLANI mi ha informato del suo progetto d’ inviare, con una certa regolarità, un Gazzettino d’informazione relativo alle notizie più importanti della nostra Associazione, ed anche notizie di carattere generale che interessano la nostra azione ed i nostri obbiettivi comuni. L’idea meritava di essere realizzata perchè le informazioni tra di noi passeranno più rapidamente ed inoltre sia Gallani che io abbiamo avuto delle bolette telefoniche che ci hanno suggerito di trovare un mezzo di cominicazione più economico. Naturalmente Gallani sarà lieto di accolgliere la collaborazione di tutti voi. Potrete quindi spedirgli liberamente e democraticamente, consigli, suggerimenti ed anche i vostri scritti che potranno essere pubblicati a condizione naturalmente che siano condensati e cio’ per evidenti ragioni di spese di duplicazione e di spedizione. In questo primo foglio desidero ancora aggiungere un’informazione che ritengo importante. Di fronte a tutti affermo che nel rispetto del nostra Statuto gli unici responsabili legali del CTIF a Parigi siamo e restiamo solamente noi cioè i Dirigenti ed i Consiglieri regolarmente eletti. Resteremo autonomi di fronte al CTIM come del resto è stato confermato dal nostro ultimo Consiglio e dalla nostra ultima Assemblea regolarmente convocate. La PATERNO si rassegni, una buona volta a questa realtà, anche se per lei è sgradevole. Vi ringrazio per la vostra collaborazione, nella speranza, anzi nella certezza che potremo attraversare uniti questo momento, particolarmente difficile ma che, sono sicuro, non potrà farci perdere né la fede né tanto meno gli ideali che sono sempre quelli di agire nell’interesse della comunità italiana in Francia.

Il Presidente del C.T.I.F. GIOVANNI CORIGLIANO

RAPPORTI TRA IL CTIF ED IL CTIM

Tutti conoscono l’origine della grave crisi, forse sarebbe più obbiettivo parlare di frattura, che si è prodotta tra il CTIF di Parigi ed il CTIM. Per cercare d’imporre la nomina di un Commissario decisa arbitrariamente dal CTIM di Roma la PATERNO’ ha usato ed abusato di tutti i mezzi, senza peraltro riuscire a piegare la nostra volontà di rifiutare il commissariamento a Parigi. L’unica cosa che Roma e Vichy sono riusciti ha creare è la confusione, lo scompiglio, e la perdita di credibilità. La PATERNO’ ha anche avuta l’idea di rivolgersi al Console per cercare d’impedire, ai rappresentanti del CTIF, d’ intervenire alla riunione da lui organizzata il 17/12/96. Come era da prevedere il Consolato non si è prestato a tale meschina manovra. E mi è grato di ringraziare il Consolato d’Italia per l’attitudine obbiettiva e democratica. Alla riunione, che ho trovato estremamente interessante, in reazione all’atteggiamento della PATERNO’ ho chiesto al nuovo Console Dottor FRANCESCO CARUSO di accettare di essere mediatore in una riunione da organizzarsi al Consolato tra i rappresentanti del CTIF e quelli del CTIM, per cercare una soluzione negoziata alla crisi in atto. Il Console ha dichiarato la sua più completa disponibilità a tale proposta, ma purtroppo FLOCCARI, PATERNO, INNOCENZI hanno rifiutato senza alcuna spiegazione. Per tale ragione nella poesia «Un bel cielo sereno» copia a disposizione di tutti gli eventuali interessati ( contro il solo rimborso delle spese postali ) è stato scritto:

«Noi abbiamo la netta impressione che a Roma ed  a Vichy nessuno ha ancora ben capito che oggi il segreto è quello di usare il cervello essendo oramai finita l’epoca del manganello». Inoltre mi sono rivolto al Console per ottenere che tutto il Comitato Direttivo del CTIF sia ricevuto al fine di avere il piacere di conoscerlo ed anche di avere un suo consiglio sia in merito ai nostri rapporti con Roma sia sopratutto in merito alla nostra prossima azione a favore del voto per gli italiani residenti all’estero, conformemente al Proclama approvato dal CTIF. Ieri 4 Marzo 1997 il Vice-Console Dr. CONCIATORE per telefono, mi ha assicurato che, tra pochi giorni, avremo una risposta del Consolato. Naturalmente tutti noi speriamo che sia favorevole a tutte le nostre richieste. Non appena l’avremo ricevuta il sarà riunito il Consiglio del CTIF; contiamo naturalmente sulla presenza di tutti i Consiglieri. Allegato alla presente, troverete fotocopia di un’articolo del Corriere della Sera del 26/01/97 a firma di Montanelli dal titolo «CINQUE MILIONI DI AMBASCIATORI SENZA VOTO», buona lettura. Per concludere sembra che a Parigi, visto l’incomprensione del CTIM, dovremo continura da soli nelle nostre battaglie; «Meglio soli che male accompagnati!». Recentemente abbiamo infatti scoperto, con non poca sorpresa, che troppo gravi e profonde erano e sono le divergenze tra noi ed il CTIM. Noi vogliamo infatti agire democraticamente e liberamente, loro cercano solo di agire usando la forza e la sopraffazione; metodi che noi non possiamo né approvare né tanto meno condividere. Cari amici scrivetemi i vostri consigli ed inviatemi i vostri scritti.

Un cordiale saluto.

Il Consigliere Giancarlo GALLANI

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